Simpatico, socievole e di compagnia anche se a volte me la prendo troppo;
Impegnato nelle mie attività (università, calcio, nuoto) e nel poco tempo libero cerco di passare momenti divertenti con gli amici.
Sogni nel cassetto
Gestire uno stabilimento balneare.
Acquistare una casa di villeggiatura in Australia.
Scrivere articoli o commenti per un importante quotidiano sportivo.
Lassù Sei Unica...
ROSSONERO FOREVER
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GRANDE_UNICO_INIMITABILE: il cigno di Utrecht
IL CAPITANO: La leggenda-Cuore di Drago
SUPERPIPPO: sei il migliore
IL REGNO DEL DIAVOLO: è uno spettacolo!!!
GLI ULTRAS: la mia curva sud
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IL MARE: paradiso
BRISCOLA CHIAMATA:: il total
9 LUGLIO 2006: SIAMO I CAMPIONI DEL MONDO!!!
RINGHIO NAZIONALE: Non molla mai
IL PUPONE NAZIONALE: Re di Roma
15 NOVEMBRE 2005: Sempre nei nostri cuori
RICARDO IZECSON DOS SANTOS LEITE: I belong to Jesus
Arrivata l’ufficializzazione del trasferimento, anche il sito del Milan puo’ salutare e ringraziare Kaka’. Questo il comunicato apparso sul portale della societa’ rossonera pochi minuti dopo quello pubblicato dal Real Madrid: “Dalla prossima stagione Kakà giocherà nel Real Madrid – si legge - L’A.C. Milan ringrazia l’uomo Kakà e il grande campione Kakà per il suo contributo decisivo alle tante vittorie conseguite nei sei anni del suo impegno rossonero. La perdita tecnica, pur grave, potrà essere colmata. Sarà invece molto difficile riempire il vuoto che lascerà l’uomo Kakà, fulgido esempio di serietà, di impegno e di professionalità. L’A.C. Milan, interpretando i voti dei dirigenti, dei giocatori e dei sostenitori rossoneri, formula a lui i più cordiali ed affettuosi auguri per il proseguimento della sua carriera sportiva”. Stesso augurio anche sul canale tematico della societa’ rossonera: “Ciao Ricky, buona fortuna” e’ l’immagine fissa che viene trasmessa da Milan Channel. Qualche minuto dopo, invece, questa la lettera d'addio del sito ufficiale del Milan al brasiliano: "Le distanze non contano. Il Milan, i Milanisti e Ricky si terranno sempre per mano. Gli uni a controllare i risultati dell'altro, e viceversa. Oggi è andata bene, ma cosa ha fatto il Milan? Se lo chiederà Kakà e ce lo chiederemo noi. Ha segnato Ricky? Tutto bene Ricky? I bambini, i principali tifosi di Kakà, sappiano che non è finito niente oggi. I sorrisi, le prodezze e le frasi di Kakà restano. Saranno un ricordo vivo e indelebile per sempre nella memoria rossonera, scolpiti a caratteri importanti nella storia del Club. E a loro volta, Kakà scenderà in campo sempre con una parte di Milan addosso. Gli insegnamenti, lo stile, le prove d'affetto del Milan e della sua gente non lasceranno mai Kakà, indipendentemente dal colore della sua maglia. I tifosi del Milan avevano segnato in rossonero sul calendario il 22 aprile come giorno importante in cui ricordarsi di fare gli auguri a Kakà per il suo compleanno (il 22 aprile 2004, data del suo primo compleanno festeggiato a Milano, la società di via Turati aveva recapitato una torta gigante fresca di pasticceria di qualità nella sua casa milanese), avevano adottato il piccolo Luca Leite, avevano dedicato a Ricky gli angoli più riposti del proprio cuore e delle proprie ugole. Tutto questo resterà, al di là delle strade sentimentalmente impervie che il calcio e le persone che lo fanno con successi inimitabili da 23 anni a questa parte si ritrovano a percorrere. Nei 110 anni di storia che il Milan festeggerà a dicembre, verranno sempre accarezzati i 6 anni con Ricky".
Ammoniti: Flamini (M) In campo – Nella Fiorentina non recupera Kroldrup ed al centro della difesa gioca Zauri al fianco di Gamberini. Nel Milan invece Pato parte dalla panchina ed Ancelotti schiera Inzaghi unica punta con Seedorf e Kakà che agiscono da rifinitori.
Si gioca – La Fiorentina spinta dagli oltre 40.000 del Franchi comincia all’attacco ma è il Milan a rendersi pericoloso con un tiro di Jankulovski. Subito dopo è invece Semoli a sfiorare il vantaggio con un colpo di testa in torsione che termina fuori di poco. I viola continuano a spingere ed è un altro colpo di testa di Gamberini a impensierire Dida che comunque riesce a bloccare. La partita si mantiene su ritmi molto elevati ed il Milan va vicino al vantaggio con Flamini che da fuori area colpisce in pieno l’incrocio dei pali. Subito dopo è Zambrotta che con una conclusione di destro impegna severamente Frey che ribatte in tuffo. Gilardino protesta per un fallo di Favalli ai suoi danni in piena area di rigore, l’arbitro Rizzoli fa chiari cenni di proseguire. Il primo tempo si conclude sullo zero a zero con il sole che fa capolino sullo stadio Franchi dopo una leggera pioggia che ha accompagnato le due squadre durante la prima frazione.
La ripresa inizia con i medesimi ventidue in campo e con Gilardino che in avvio calcia a colpo sicuro con l’esterno destro, il pallone però esce di un soffio.Il Milan cerca di abbassare i ritmi e si affida alle ripartenze di Kakà che sfiora il gol con una conclusione a giro di destro. Quindi la doccia fredda per i tifosi viola quando Kakà di destro porta in vantaggio il Milan approfittando di una respinta corta di Gamberini su traversone di Zambrotta. Il Milan a questo punto si scioglie e poco dopo va vicino al raddoppio con Inzaghi che da buona posizione calcia alto. Prandelli manda in campo Gobbi e Jorgensen al posto di Vargas e Jovetic. Nel Milan entra Pato al posto di Inzaghi ed il brasiliano trova subito la via del gol con un morbido pallonetto che beffa Frey. Nel finale standing ovation da parte del Franchi per Paolo Maldini che lascia il calcio dopo 25 stagioni di grandi successi. Il match termina 2 a 0 per i rossoneri che festeggiano così il terzo posto in campionato mentre i viola si accontentano del quarto.
La chiave - La Fiorentina gioca la sua partita e nel primo tempo impensierisce più volte Dida anche se pure il Milan si rende pericoloso. Ad inizio ripresa Gilardino ha un occasione d’oro quando calcia fuori di un soffio una sponda offertagli da Semioli.Da quel momento in poi salirà in cattedra il Milan che trascinato da Kakà riesce ad espugnare il Franchi.
La chicca - Nel primo tempo Kakà ribatte un tiro di Jankulovski sul fondo. L’arbitro assegna il corner ma il giocatore brasiliano ammette di aver toccato per ultimo il pallone tra gli applausi del pubblico. Un gesto che non si vede spesso sui campi di calcio.
Top e Flop – Nella Fiorentina delude Jovetic che si da molto da fare ma in fase offensiva si vede poco. Gilardino cerca il suo ventesimo gol in campionato ma finisce in bianco. Per il Milan ottima prova di Kakà e Pato che trovano i gol partita.
Commento Nel giorno dell'addio al calcio di Paolo Maldini e del probabilissimo addio alla panchina rossonera di Carlo Ancelotti il Milan trova le motivazioni giuste per battere la Fiorentina ed accedere direttamente al tabellone principale della prossima Champions League.
L'ultimo pensiero di questa stagione è rivolto a coloro che in questi anni passati nell' AC Milan 1899 si sono comportati con grande professionalità e hanno contribuito con le loro prestazioni ai successi del Club più Titolato al Mondo. Grazie a tutti...
Uno SPECIALE GRAZIE DI CUORE a CAPITAN PAOLO MALDINI
Roma: Artur; Motta, Mexes, Juan (69’ Diamoutene), Riise; Cassetti (63’ Filipe), Brighi, Pizarro, Taddei; Vucinic (76’ Menez), Totti. All. Spalletti
Arbitro: A. De Marco di Chiavari
Ammoniti: Ambrosini (M), Motta (R), Artur (R), Taddei (R)
Espulsi: 87' Ambrosini per doppia ammonizione In campo – Ancelotti ripropone Flamini terzino destro con Jankulovski a sinistra. Coppia centrale Maldini, Favalli. In mezzo al campo c’è Beckham. Panchina per Seedorf. Giocano Kakà, Pato ed Inzaghi.Nella Roma in porta c’è Artur. De Rossi è squalificato, a centrocampo giocano Cassetti, Brighi, Taddei e Pizarro. Davanti Vucinic e Totti.
Si gioca – Subito un’occasione per Taddei ed una bella parata di Dida. Nettamente migliore l’avvio di partita della Roma rispetto ad un Milan un po’ distratto e lento. Il caldo è nemico delle due squadre ma soprattutto dei padroni di casa che sembrano soffrirlo molto. La Roma ci prova con Totti e con gli inserimenti di Brighi e Taddei. Non arriva il gol ma i giallorossi sono piuttosto pericolosi. Bisogna aspettare la mezz'ora per vedere la prima occasione per il Milan. Buona giocata di Pato e palla che finisce fuori di un soffio. Passano pochi minuti e la Roma passa in vantaggio. Grandissima punizione di Riise dai venti metri. Cerca di rispondere ancora Pato poi occasione per Vucinic. Il Milan prova a premere con maggiore intensità.
L’atteggiamento positivo dei rossoneri continua anche nella ripresa con Seedorf al posto di Beckham. La Roma è un po’ chiusa ed il Milan cerca gli spazi giusti. Zambrotta e Ronaldinho sono le carte che Ancelotti si gioca per riuscirvi. Opportunità per Pirlo e Seedorf ma i due non riescono a sfruttarle nel modo giusto.Grande tiro di Kakà e super Artur, poi Ambrosini e ancora bell’intervento del portiere giallorosso. E’ un altro Milan rispetto al primo tempo ed finalmente arrivano i frutti. Gol di Ambrosini e pareggio rossonero. Entra però Menez, è fresco, prima spaventa Dida e poi lo batte. Roma nuovamente in vantaggio. Risponde ancora Ambrosini su assist di Kakà. Due a due. Quindi punizione di Totti e terzo gol della Roma. Nel finale espulso Ambrosini per proteste su un possibile rigore per i rossoneri. Non succede altro e la festa di Maldini si trasforma in quella di Totti e compagni. La chiave – Il caldo ferma un po’ le squadre nel primo tempo. Nella ripresa arriva l’ombra e tutto cambia. Un po’ di frescura regala nuove energie alle squadre e arriva del buon calcio. Alla fine vince la Roma ma poteva uscire qualsiasi risultato.
La chicca – Nell’ultima di Maldini, e forse anche di Ancelotti, ecco la prima a San Siro della nuova maglia del Milan. Colletto bianco che spicca e due domande… oltre a Maldini quanti giocatori rossoneri non la indosseranno l’anno prossimo ? Spalletti la vedrà tutte le settimane ? Come nella Settimana Enigmistica….La soluzione nel prossimo numero.
Top&Flop – Kakà gioca una buona ripresa e raggiunge la sufficienza. Maldini gioca una discreta partita e si fa vedere anche in avanti. Ambrosini segna due gol importantissimi. I laterali di difesa chiudono poco ed attaccano ancora meno. Riise segna una magnifica punizione. Brighi quando si inserisce è sempre molto pericoloso e Menez entra e gioca molto bene. Vucinic non riesce a dare invece man forte ad un positivo Totti.
Commento Il Milan gioca un primo tempo incolore, migliora nella ripresa ma non basta per non uscire sconfitto contro una Roma capace di rispondere ad ogni gol dei rossoneri.Per i padroni di casa seconda battuta di arresto consecutiva ed una qualificazione Champions che si complica. I giallorossi invece conquistano tre punti fondamentali per raggiungere l’Europa e dimostrano che in questa stagione avrebbero potuto fare di meglio. Alla fine passerella per un Maldini certamente non molto felice.
Ammoniti:Pasquale (U), Maldini (M), Pepe (U), Jankulovski (M), Zambrotta (M), Handanovic (U), Senderos (M) In campo – Marino, a parte Di Natale, ha praticamente tutti a disposizione. In difesa coppia centrale Felipe Zapata, a centrocampo il solito trio Inler, D’Agostino e Asamoah. In attacco Quagliarella punta centrale con Floro Flores e Pepe ai suoi lati. Nel Milan c’è il ritorno dal primo minuto di Pato. Seedorf è confermato nel ruolo di trequartista mentre Inzaghi parte dalla panchina. In difesa in sostituzione dello squalificato Favalli gioca Senderos. Flamini torna a centrocampo e Jankulovski ritrova il suo posto di terzino sinistro.
Si gioca – Tanti errori da una parte e dall’altra. Molti passaggi sbagliati rendono spezzettato l’avvio di partita. Meglio l’Udinese che ci prova con maggiore velocità e va anche tre volte al tiro. Il Milan è lento e prevedibile e non trova spazi per arrivare nell’area avversaria. I rossoneri crescono un po’ con il passare dei minuti, vanno alla conclusione con Ambrosini ma rischiano molto su una doppia occasione per Quagliarella. Bravissimo Dida. Quindi D‘Agostino inventa un super passaggio per Floro Flores che viene abbattuto da Maldini. Calcio di rigore, sul dischetto lo stesso D’Agostino che mette in rete. Udinese in vantaggio. Nel finale opportunità per Kakà ma il Milan continua a fare molta fatica.
Ancelotti cambia negli spogliatoi. Fuori Flamini e dentro Inzaghi. Rossoneri molto più offensivi ma subito a inizio ripresa raddoppia l'Udinese. Gol di Zapata. Il Milan si getta in avanti, entra anche Ronaldinho. Il gioco dei rossoneri non prende però velocità e resta piuttosto compassato. L’Udinese si difende benissimo, non corre pericoli ed anzi ne crea. Grande azione di D’Agostino che impegna seriamente Dida. Il Milan, pur scoprendosi molto, non riesce a premere con la giusta intensità. L’Udinese può sfruttare il contropiede. Occasione per Inzaghi ma Handanovic è bravissimo. Nel finale è ancora l’Udinese a farla da padrone ed arrivano opportunità anche per Quagliarella e Sanchez. All’ultimo gol del Milan con Ambrosini. Non succede però altro, è festa al Friuli e ad Appiano Gentile.
La chiave – L’Udinese corre molto di più, l’Udinese è molto più in condizione, l’Udinese sembra avere molte più motivazioni. Tre motivi, forse collegati tra loro, per i quali i friulani meritano la vittoria.
La chicca – Maldini fa 900 partite nello stadio e contro la squadra che lo videro esordire nel lontano 1985. Una storia che quest’anno finirà, una grande storia di calcio che merita gli applausi di tutti i tifosi che amano questo sport.
Top&Flop – D’Agostino si conferma grande e gioca una super partita. Pepe è in una forma strepitosa e corre per tre. Bene tutti i reparti. Nel Milan poco da salvare. Dida fa il possibile. Altra prestazione sottotono di Kakà. L’attacco non è praticamente mai pericoloso.
Commento Una grande Udinese vince meritatamente una partita giocata molto bene, con grande attenzione difensiva e bravura nel ripartire in velocità. La vittoria friulana fa rima con Scudetto dell’Inter. Per il Milan una doppia sconfitta al termine di una brutta serata in cui si è rivista la squadra che, per parte del campionato, non ha convinto. Torna in ballottaggio anche il secondo posto.
Espulsi: 85' Favalli (M) In campo – Ancelotti ridà fiducia a Flamini terzino destro. Zambrotta va a sinistra.Dida non ce la fa e gioca Kalac. In attacco Kakà leggermente dietro l’unica punta Inzaghi con Seedorf trequartista. A centrocampo Beckham, Pirlo ed Ambrosini. Gattuso fa il suo ritorno e parte dalla panchina. Ranieri deve rinunciare a Nedved e propone Marchionni sulla sinistra. In difesa spazio a De Ceglie che bene ha fatto all’andata. Coppia centrale di centrocampo formata da Poulsen e Zanetti, quella d’attacco da Iaquinta ed Amauri.Del Piero parte dalla panchina.
Si gioca – Avvio di partita molto intenso ma anche molto confusionario con tanti errori da una parte e dall’altra. La prima occasione è per Camoranesi che mette alto sopra la traversa. Poi Marchionni viene fermato da un grande intervento di Flamini.La Juve gioca molto chiusa ma quando riparte è molto pericolosa. Inzaghi e poi Kakà provano a rispondere. Molto agonismo ma poco spettacolo in campo. Il Milan fa molta fatica nel trovare spazi per rendersi pericoloso. La manovra è troppo lenta e compassata e così la difesa bianconera ha buon gioco. Grande occasione anche per Poulsen che conclude a lato da buona posizione.
A inizio ripresa respinta corta di Kalac su tiro di Iaquinta e Amauri non riesce a concludere nello specchio. Poco dopo ci prova Seedorf ma calcia male. L’olandese ha subito una nuova opportunità, deve praticamente solo spingere in rete una palla svirgolata da Ambrosini e non sbaglia. Il vantaggio rossonero dura poco. Grande colpo di testa in tuffo di Iaquinta ed è uno a uno. La partita si accende e prende velocità. Buona occasione per Inzaghi al volo su servizio di Pato. Del Piero, Pato, Ronaldinho. I due allenatori gettano tantissima classe in campo. Ci prova Legrottaglie. Attento Kalac. All’85’ Milan in dieci. Espulso Favalli. Finale concitato e con le squadre stanchissime. Non succede altro ed è pareggio.
La chiave – La Juve gioca molto corta chiude tutti gli spazi e per il Milan è difficile colpire. L’immediato pareggio dopo il vantaggio di Seedorf toglie ogni possibilità al Milan di pensare di poter sfruttare spazi in contropiede.
La chicca – Inzaghi aveva freddo, aveva messo una doppia maglietta. Forse gli dà fastidio, forse ha caldo. Ad un certo punto va a bordo campo e dalla panchina arriva uno dello staff rossonero che gliela taglia. Niente famosi stilisti ma solo un paio di oneste forbici ed un sarto improvvisato.
Top&Flop – Seedorf ha il merito del gol anche se sbaglia qualche passaggio di troppo. Kakà fa molto poco, Flamini ha una sola indecisione in occasione del pareggio juventino. Iaquinta è strepitoso. Corre e lotta per due. Bene anche la difesa. Marchionni potrebbe osare di più.
Commento Il Milan prova a fare la partita, trova però gli spazi chiusi e non riesce a conquistare i tre punti. La Juve gioca una partita molto chiusa,ed è a tratti più pericolosa dei rossoneri ma non riesce a colpire. La sfida tra delusi del campionato è molto intensa ma non troppo spettacolare. Il Milan lascia per strada ogni sogno scudetto, la Juve sente ancora il fiato sul collo della Fiorentina.
Ammoniti: Jankulovski (M), Beckham (M), Morimoto (C), Biangianti (C) In campo - Più che l'undici iniziale, fa notizia la panchina del Milan. Vecchia guardia "in", nuove leve "out" potrebbe essere il diktat per spiegare le mosse di Ancelotti che lascia ancora seduti Dinho e Sheva, affiancando loro Pato. Zenga (squalificato, è sostituito da Irrera) scioglie all'ultimo minuto il dubbio centrocampo con Izco preferito a Tedesco.
Si gioca - Fa tutto il Milan in avvio. Favalli si incarta nella sua area e per poco non fa autogoal di testa su corner dalla sinistra dei padroni di casa. Il palo salva Dida. E' Izco, invece, a salvare Kosicky subito dopo. Maldini prende il tempo a Capuano, chiamando l'argentino alla testata risolutrice sulla linea. Non può nulla, però, quando Kakà fa break sulla destra. Silvestri-Silvestre lasciano un metro all'uomo meno indicato al mondo, tale Pippo Inzaghi. Zero-uno e tredicesimo centro per l'uomo collezione autunno-primavera che va vicino al bis alla mezzora, dopo un affondo Martinez-Mascara disinnescato da Dida. Amanti del calcio il grande calcio è fatto di cose facili. I rossoneri ripartono e portano Seedorf in zona etnea. Pirlo si sovrappone, crossa morbido per Inzaghi che va a supporto sul secondo palo: tutto di prima, colpo di testa a lato di poco. Comunque manuale del calcio.
Si riparte con la pioggia che allenta e Tedesco, nuovo entrato, calcia dalla distanza senza trovare lo specchio. Lampo prima della tempesta, rossonera of course. Seedorf-Jankulovski-Beckham confezionano di prima, Kakà fa "l'Inzaghi" anticipando proprio Pippo a un passo dalla porta. E' 0-2 regolare, perché un uomo sulla fascia tiene in gioco tutti. E poco male se SuperPippo si mangia un goal praticamente fatto su assist del brasiliano prima di centrare anche un palo. Con più fortuna, ne avrebbe segnati almeno tre, il giovanotto. Proviamo poi a raccontarvi perchè Kakà si è preso la standing ovation di tutto il Massimino. Controllo e calcio sono coi giri contati, praticamente da fermo. Una carezza, un qualcosa che in pochi si possono permettere. E che solo il palo toglie dalle compilation delle giocate dell'anno.
La chiave - Sotto l'Etna si scatena il nubifragio. Per questo il mix motivazioni-tecnica individuale del Milan mette sul piatto d'argento ai rossoneri un pomeriggio di dominio: nel possesso di palla, nelle occasioni, nella gestione delle situazioni. Anche quando il Catania cambia marcia.
La chicca - Cosa vuol dire scrivere la storia? Lo sa bene Carlo Ancelotti nel giorno in cui Roman Abramovich, il suo prossimo probabile patron, è in vacanza sul suo yacht ad un pugno di chilometri dal Massimino. 459 partite sulla panchina del Diavolo, proprio come il Paròn Rocco. Una statua del calcio milanista.
Top&Flop - Goal e assist, Kakà si mette con Pippo Inzaghi sul trono della partita. Male la difesa del Catania, specie in occasione del primo goal: cari Silvestre e Silvestri, segnatevi sul taccuino la seguente regola "Mai lasciare un metro a Pippo in area". Vi servirà in futuro.
Commento Il Milan fa il Milan. Il Catania non fa il Catania. E la partita tra rossoneri e siciliani è un copione scritto: Inzaghi su assist di Kakà, Kakà su assist di Beckham. Possesso palla, supremazia e secondo posto. Tutto quel che era nel "piano" di Carletto Ancelotti.
Ammoniti: Bovo (P), Simplicio (P), Flamini (M), Balzaretti (P) Espulsi: 49' Bovo (P) per doppia ammonizione In campo – Ancelotti lascia ancora in panchina Ronaldinho. Con Kakà, dietro ad Inzaghi, gioca Seedorf. Flamini viene confermato terzino destro con Favalli centrale e Zambrotta a sinistra. A centrocampo il trio Beckham, Pirlo, Ambrosini. Nel Palermo, al posto del sospeso Carrozzieri, c’è Bovo al fianco del danese Kjaer. In mezzo al campo Migliaccio è preferito a Bresciano per aiutare di più Nocerino e Liverani. Simplicio gioca dietro Cavani e Miccoli.
Si gioca – Bene il Palermo all’inizio, Milan che si difende e reagisce subito dopo. Rossoneri in vantaggio in avvio. Contatto Cassani-Ambrosini. Rigore e trasformazione di Kakà. La sfida rimane piuttosto intensa. Quindi su assist di Ambrosini e gol del solito Inzaghi. Due a zero. I rossoneri trovano una certa tranquillità mentre il Palermo non trova la giusta reazione. Si abbassa il ritmo di gioco. Ci prova un paio di volte Miccoli ma la palla finisce sul fondo. Nel finale poche emozioni ed un buon tiro di Kakà che termina a lato.
Ballardini cambia. Fuori Nocerino e dentro Hernandez. Palermo molto offensivo. Il Milan ha nuovi spazi e Kakà ha subito una buona occasione. Il brasiliano mette in seria difficoltà la difesa rosanero, arriva così la seconda ammonizione per Bovo e la conseguente espulsione. Palermo in dieci e Milan che va sul tre a zero. Ancora un rigore ancora Kakà. I rossoneri sono padroni della partita ed Ancelotti regala spazio anche a Ronaldinho e Shevchenko. E’ il Milan dei tre palloni d’oro. La seconda metà della ripresa trascorre senza regalare episodi importanti. Il Milan cerca ancora il gol, il Palermo prova a limitare i danni. Ci riesce e la partita termina senza ulteriori gol.
La chiave – Quando il Milan passa in vantaggio e si aprono spazi, soprattutto in questo momento, è inarrestabile. Il Palermo aveva iniziato discretamente ma ha avuto la colpa di non reagire subito e di lasciare troppi varchi a gente come Kakà ed Inzaghi.
La chicca – Kakà è tornato, Kakà è in forma. Con un numero salta Kjaer sulla sinistra, poco dopo supera Bovo e lo costringe al fallo da ammonizione. Pochi minuti dopo grande movimento in area Balzaretti ci capisce poco ed arriva il calcio di rigore. Fa tutto il brasiliano, il pubblico canta "Non vendete Kakà". Il Milan non può avere dubbi.
Top&Flop – Inzaghi trova l’ennesimo gol di questa sua grande primavera. Kakà segna, regala palloni deliziosi ed è decisivo in tutti i momenti chiave della partita. Bene tutti i rossoneri. Nel Palermo Amelia non ha colpe sui gol, e Kjaer è l’unico difensore che si avvicina alla sufficienza. Bovo sbaglia molto e si guadagna anche una giusta espulsione. Male l’attacco.
Commento Il Milan continua a giocare bene ed a vincere. Per i rossoneri ancora una buonissima partita, ancora tanti gol e segnali positivi sia dalla difesa che dall’attacco dove Kakà ed Inzaghi la fanno da padrone. Per il Palermo una brutta prestazione. Rosanero troppo arrendevoli ed incapaci di reagire ai gol avversari. Il Milan, giocando così, non può che vivere di rimpianti per una stagione che poteva e doveva essere diversa.
Ammoniti: Franceschini (T), Diana (T), Sereni (T) In campo – Milan con i soliti problemi in difesa. Senderos, dopo le ultime buone prove, trova spazio al centro. La novità è Flamini terzino destro con Zambrotta che si sposta a sinistra. A centrocampo Beckham è preferito a Seedorf. In avanti Kakà dietro ad Inzaghi e Pato. Camolese schiera una 4-4-1-1 con Rubin, terzino sinistro pronto a salire a rinfoltire il centrocampo. Sulle fasce l’ex Abate e Diana. In attacco la coppia Rosina Bianchi. In mezzo al campo Dzemaili e Barone.
Si gioca – E’ un Torino molto aggressivo quello che inizia la gara. Il Milan fa un po’ fatica a trovare spazi, segna con Inzaghi, ma il gol viene annullato per fuorigioco. L’attaccante ci riprova e mette ancora la palla alle spalle di Sereni. Questa volta la rete è buona. Milan in vantaggio. Il Torino prova ad avere una reazione e si scopre. I rossoneri trovano così varchi interessanti e la partita si alza di ritmo. Cresce molto la pressione della squadra di casa che si affaccia spesso dalle parti di Sereni. Possesso palla, velocità di azione ed attenzione in difesa. Il Milan è padrone della partita, gioca molto bene e fa due a zero. Ancora Inzaghi.
Pato rimane negli spogliatoi. Al suo posto Ronaldinho. Stessa sorte per Dzemaili. In campo Saumel. La partita è un po’ addormentata e vive momenti di stanca. A risvegliarla ci pensa Bianchi che, da lontanissimo, impegna Dida in una strana parata. Il Milan però segna il tre a zero. Sempre e solo Inzaghi. C’è spazio anche per Shevchenko e per un rigore trasformato da Kakà per fallo di Sereni su Ambrosini. Quattro a zero. Nel finale arriva il gol del Toro con Franceschini. La partita ha poco altro da raccontare, si trascina fino al novantesimo quando arriva anche la quinta rete con Ambrosini.
La chiave – Il Torino decide di perdere e lo fa giocando troppo alto all’inizio e lasciando l’uno contro uno al Milan. I rossoneri quando hanno spazi sono incontenibili. Camolese lo doveva sapere.
La chicca – La primavera fa sbocciare i fiori ma fa sbocciare anche un ragazzo di 36 anni. Il primo caldo scioglie i muscoli di Inzaghi. Continua il suo eccezionale momento. Fantastico come sul tiro cross di Beckham, la palla sembri cercare la testa di Superpippo che, dotato di calamita, la devia magistralmente in porta.
Top&Flop – Inzaghi è straordinario ma tutto il Milan gioca bene. Benissimo la fascia destra con Flamini e Beckham. Kakà ha dimenticato l’infortunio. Nel Torino non si salva nessuno. Tutti malissimo. Bianchi prova a lottare ma può davvero poco.
Commento Spazi a disposizione uguale grande Milan. I rossoneri giocano una partita super,mettono in mostra un Inzaghi in versione ragazzino e regalano spettacolo. Il Torino fa harakiri, non si copre abbastanza e subisce per novanta minuti. Tutta la città piemontese è triste. I granata non fanno passi in avanti in classifica, i bianconeri juventini si vedono ripresi al secondo posto.
Espulsi: 38' Ancelotti (M) per proteste In campo – Di Carlo si affida ancora alla coppia Bogdani, Pellissier con Pinzi alle loro spalle. A centrocampo recupera Marcolini. Al suo fianco Rigoni e Luciano. In difesa il duo centrale è formato da Morero e Yepes. Nel Milan manca Maldini. Al suo posto Senderos. In mezzo al campo Ambrosini vince la concorrenza di Flamini che parte dalla panchina. In attacco modulo inedito con Kakà, Seedorf e Pato dietro a Inzaghi.
Si gioca – Pellissier e poi Zambrotta subito due occasioni. Bell’inizio di partita. Gioca bene il Chievo che è aggressivo e si affaccia con grande pericolosità nei pressi dell’area rossonera. Il Milan fa un po’ fatica ad uscire e sbaglia troppi passaggi. Conclusioni da lontano danno qualche pensiero ai due portieri che però se la cavano bene. Cresce il Milan che aumenta la sua presenza offensiva affidandosi soprattutto all’imprevedibilità di Pato. Traversa di Pinzi di testa. Chievo vicinissimo al vantaggio. Nel finale del tempo espulso Ancelotti per proteste.
In avvio di ripresa c’è un Milan più convinto e arriva così il vantaggio rossonero. Grande assist di Inzaghi e gol di Seedorf. Subito la risposta di un buonissimo Chievo. Pellissier per Bogdani, tiro e parata di Dida. I gialloblù vanno in rete su punizione dubbia ma il gol viene annullato per fuorigioco. Quindi Mantovani va vicinissimo ad un clamoroso autogol. Ancora Pellissier a spaventare Dida. Il portiere brasiliano si supera con un grande intervento su Colucci. Nel finale il Chievo ci prova ma non riesce ad essere ancora pericoloso. Il Milan gestisce palla e porta a casa un prezioso risultato.
La chiave – Il Milan rientra dagli spogliatoi con una grinta sconosciuta nel primo tempo. Questo basta per trovare il gol che alla fine risulta decisivo. Una vera occasione, un gol. Un’occasione super per il Chievo ed una parata di Dida. Il calcio è fatto di episodi.
La chicca – E all’improvviso ecco un lampo di un Dida del passato. Colucci si inserisce molto bene, conclude verso la porta ma trova sulla sua strada un Dida in versione 2002/2003. Era da tempo che il portiere rossonero non trovava una super parata. Gli servirà per il morale.
Top&Flop – Pellissier è molto pericoloso, avrebbe però bisogno di un Bogdani più presente. Yepes non sbaglia praticamente niente. Pato regala un po’ di sprint all’attacco rossonero dove Inzaghi e Kakà deludono. Dida salva il risultato. Seedorf raggiunge la sufficienza solo per il gol.
Commento Un buon Chievo non riesce a continuare la striscia positiva e perde una partita che avrebbe meritato di pareggiare. Sulla sua strada un gol di Seedorf ed una super parata di Dida che permettono al Milan di festeggiare una vittoria molto importante in chiave Champions. Arriva la Pasqua, e l’uovo di cioccolato rossonero sarà più dolce di quello gialloblù.
Ammoniti: Polenghi (L), Caserta (L), Pirlo (M) In campo – Ancelotti ritrova Kakà e lo schiera dietro due punte come Pato ed Inzaghi. Seedorf torna a centrocampo con Beckham che parte dalla panchina. Flamini preferito ad Ambrosini. Coppia centrale Favalli Maldini. De Canio, squalificato, gioca con un solo attaccante, Tiribocchi, con Caserta alle sue spalle. In difesa, il goleador dell’andata, Esposito in coppia con Fabiano. Sulla sinistra c’è Ariatti. A centrocampo c’è Giacomazzi.
Si gioca – Il Milan prende da subito il comando del gioco, manovra e cerca spazi. Il Lecce si difende con ordine, chiude i varchi e prova ad attaccare in contropiede. Caserta e Tiribocchi riescono a rendersi pericolosi. I rossoneri continuano ad avanzare ma lo fanno troppo lentamente. Molti i passaggi, tantissimo il possesso palla, ma nessuna vera occasione da rete. Da entrambe le parti arrivano solamente conclusioni da fuori area. Non un gran ritmo e non un grande spettacolo. Il terreno di gioco non aiuta, molto scivoloso, è causa di molti errori negli appoggi. L’opportunità da rete più importante arriva con Pato che si invola verso la porta di Benussi ma mette la palla sul fondo.
Anche nella ripresa è il brasiliano il più pericoloso e l’unico in grado di alzare il ritmo del gioco rossonero. La difesa leccese è però sempre molto attenta e così Benussi non viene particolarmente impegnato. Ancelotti fa uscire Seedorf ed inserisce Ronaldinho. Milan molto offensivo. Colpo di testa di Pato e rossoneri davvero vicini al vantaggio. Ancora il brasiliano e poi Inzaghi. I rossoneri spingono molto, ma il gol non arriva. Ci prova anche Kakà ma niente da fare. Il Lecce gioca molto basso e soffre un po’ troppo. Ancora Pato e grande parata di Benussi. Occasione sull'altro fronte per Tiribocchi di testa e Lecce vicino al colpaccio. Nel recupero lampo rossonero.Colpo di testa di Senderos, carambola su Ronaldinho e palla in rete. Subito dopo doppio tacco di Ronaldinho per liberare Shevchenko, cross e Inzaghi di testa realizza la sua rete n 301. Due a zero.
La chiave – Il Lecce si chiude molto bene, con grande ordine e così non lascia spazi per la velocità dei giocatori rossoneri. Il Milan soffre sempre molto le difese compatte e le squadre che giocano basse. Nel recupero cambia tutto. Rimane però la buona prestazione difensiva leccese.
La chicca – Pato parte dalla destra, si accentra, affronta due difensori del Lecce e li passa entrambi. Il bello è che lo fa senza toccare il pallone. Il suo gioco di gambe basta a mettere ko i suoi avversari.
Top&Flop – Pato è sempre pericoloso. Sicuramente il migliore dei suoi. Kakà paga il mese di stop, Seedorf gioca troppo compassato. La difesa del Lecce gioca una grande partita. Vives non si vede quasi mai.Tiribocchi, pur giocando solo in avanti, riesce anche ad essere pericoloso.
Commento Il Milan attacca per novanta minuti, non riesce a passare e deve aspettare il recupero per riuscire a vincere la partita contro il Lecce. Prima goal carambola di Ronaldinho, poi lampo di Inzaghi, il Lecce vede così sfumare un punto che si era costruito con grande impegno. I rossoneri consolidano il loro terzo posto, il Lecce non fa passi avanti nella lotta salvezza.